La Sindrome di Pallister-Killian
Cos'è la PKS
La Sindrome di Pallister-Killian (PKS) (codice Malattie Rare RN1590) è una rara aneuploidia genetica che insorge sporadicamente: alcune cellule presentano un cromosoma isodicentrico i(12)(p10) in più, provocando una tetrasomia del braccio corto (12p) con mosaicismo dei tessuti variabile, quindi la presenza di due linee genetiche diverse, una normale con 46 cromosomi, una con 47 cromosomi (i12+). L’incidenza stimata è di 1 ogni 20.000–25.000 nati vivi, con poco più di 100 casi documentati in letteratura scientifica, circa 400 famiglie in contatto a livello internazionale e poco piu' di 50 famiglie in Italia.
La diagnosi, sia prenatale che post-natale, è resa complessa dal mosaicismo: si basa su indagini citogenetiche mirate (array CGH, striscio del muco buccale) e sull’osservazione clinica di segni sospetti (dismorfismi facciali, anomalie viscerali).
Il fenotipo è estremamente eterogeneo: le persone con PKS manifestano ritardo psicomotorio e ipotonia neonatale, seguiti da vari gradi di disabilità intellettiva e anomalie neurologiche (spasticità, crisi epilettiche nel 40–60 % dei casi). Frequenti sono anche difetti visivi, uditivi e alterazioni strutturali cerebrali (ventricolomegalie, ipoplasia del corpo calloso).
Studi neurocomportamentali hanno evidenziato stereotipie, atteggiamenti tattile-protettivi e, in alcuni casi, comportamenti di spettro autistico. Terapie di supporto (fisioterapia, logopedia, interventi educativi personalizzati) rimangono essenziali per migliorare la qualità di vita.
La diagnosi, sia prenatale che post-natale, è resa complessa dal mosaicismo: si basa su indagini citogenetiche mirate (array CGH, striscio del muco buccale) e sull’osservazione clinica di segni sospetti (dismorfismi facciali, anomalie viscerali).
Il fenotipo è estremamente eterogeneo: le persone con PKS manifestano ritardo psicomotorio e ipotonia neonatale, seguiti da vari gradi di disabilità intellettiva e anomalie neurologiche (spasticità, crisi epilettiche nel 40–60 % dei casi). Frequenti sono anche difetti visivi, uditivi e alterazioni strutturali cerebrali (ventricolomegalie, ipoplasia del corpo calloso).
Studi neurocomportamentali hanno evidenziato stereotipie, atteggiamenti tattile-protettivi e, in alcuni casi, comportamenti di spettro autistico. Terapie di supporto (fisioterapia, logopedia, interventi educativi personalizzati) rimangono essenziali per migliorare la qualità di vita.

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Incidenza su nati vivi
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Casi noti in Italia
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Casi noti nel mondo
Criteri per sospetto diagnostico
Il fenotipo della PKS
La sindrome di Pallister-Killian presenta un ventaglio di segni clinici molto ampio e variabile da un individuo all’altro. Sebbene non tutti i pazienti manifestino ogni caratteristica, questi sono i tratti più ricorrenti che orientano il sospetto diagnostico:
- Ipotono muscolare marcato alla nascita, spesso persistente
- Ritardo psicomotorio di gravità variabile (da moderato a profondo)
- Dismorfismi facciali tipici: profilo piatto, fronte alta, alopecia fronto-temporale, occhi a mandorla, ipertelorismo, etc.
- Capelli radi alla nascita e chiazze di alopecia
- Striature cutanee iper- o ipopigmentate
- Capezzoli aggiuntivi (supernumerari)
- Ernia diaframmatica congenita
- Criptorchidismo (testicoli non discesi)
- Ugola bifida
- Malformazioni ano-rettali
- Epilessia e anomalie neurologiche
- Ipoacusia e deficit visivi



Domande frequenti (FAQ)
La Sindrome di Pallister-Killian (PKS) è anche chiamata Tetrasomia 12p, Isocromosoma 12p
o Sindrome di Killian-Teschler.

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